Una
«Costituzione per l'uomo»
Nel nostro Paese la
Costituzione repubblicana non ha disegnato le linee di uno Stato neutrale
- né dal punto di vista dei valori fondativi né da quello dei concreti
interventi - ma ha voluto progettare uno Stato chiamato a intervenire per
realizzare in una maniera sempre più piena la giustizia sociale. La
Costituzione repubblicana è, insieme, memoria storica di un progetto al
quale si ispirò l’intera “architettura dello Stato” e testimonianza di
chiari principi fondamentali di etica pubblica. Essa riflette un patto che
coinvolse tutti gli italiani, i quali vi portarono il contributo di
esperienze, di sensibilità culturali e di scelte politiche diverse.
Particolarmente significativo fu, in proposito, l’apporto dei cattolici.
Anche grazie ad esso la Carta fondamentale della Repubblica fu felicemente
definita una “Costituzione per l’uomo” (Commissione ecclesiale
Giustizia e pace, Stato sociale ed educazione alla socialità, Roma,
11/05/1995, n. 10)
Giuseppe Dossetti,
"Sentinella, quanto resta della notte?" (Isaia,
21,11)
Oscar Luigi Scalfaro,
La Costituzione, patrimonio per tutti
Giorgio
Napolitano, Intervento in Senato del 15 novembre 2005
Valerio Onida,
Prolusione letta il 19 gennaio 2005 nel corso
dell’inaugurazione dell’anno accademico 2004-2005
dell’Università di Roma tre
Ernesto Bettinelli, La
Costituente: Veni Creator Spiritus...
Prolusione letta il 16 gennaio 2006 nel corso
dell’inaugurazione dell’anno accademico 2005-2006
dell’Università di Pavia.
Pietro
Ciarlo, No alla controriforma costituzionale del
centro-destra
Franco Bassanini,
Salviamo la Costituzione.Garantire l'universalità dei diritti,
rafforzare la democrazia
Lorenza Carlassare,
Potere senza limiti. E' la fine della Carta
CGIL - CISL - UIL,
Salviamo la Costituzione. Le ragioni del NO
Dignitas: Editoriale 7
Manifesto per il NO
Premio Strega speciale alla Costituzione (21 giugno 2006)
Jesuit Social Network, Partecipare al referendum - Votare
NO
da Aggiornamenti Sociali (www.aggiornamentisociali.it)
La
legge costituzionale che modifica la Parte II della
Costituzione ha concluso il proprio iter parlamentare il 16
novembre 2005. Il testo sarà sottoposto a referendum
confermativo entro il mese di giugno, poiché è stato approvato
nella seconda votazione da una maggioranza assoluta, ma
inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera. Su
Aggiornamenti Sociali è in via di pubblicazione una serie
di studi sull'argomento, nell'intento di fornire elementi e
criteri perché ciascuno possa maturare un personale
convincimento in vista del voto che sarà chiamato a esprimere:
il significato della Costituzione viene esaminato dal punto di
vista storico e antropologico, la riforma viene analizzata non
solo nei contenuti, ma anche nei problematici aspetti di
metodo che ne hanno caratterizzato il cammino parlamentare.
Questi contributi sono qui raccolti sotto forma di dossier.
Filippo Pizzolato, L'idea di Costituzione e il processo
costituente - Una revisione da bocciare
La
Costituzione incarna l'ethos più profondo e stabile di una
collettività. Essa definisce un quadro di riferimento
valoriale per le leggi ordinarie e l'attività politica. Caduta
l'omogeneità etnico-nazionale, diventa oggi quanto mai urgente
la ricostruzione della sfera pubblica, in cui le diverse
posizioni rappresentate nella società possano dialogare, i
conflitti esprimersi ed essere mediati nella ricerca di una
sintesi. Pertanto una logica ampiamente partecipativa è
essenziale alla pratica democratica, in particolare in caso di
revisione della Costituzione. Il che non si è realizzato, né
nel metodo né nei contenuti, nella riforma costituzionale
attuata dalla maggioranza di centro-destra.
Aggiornamenti Sociali, 03 (2006)
Alessandro Pizzorusso, Costituzione italiana: come uscire
dalla crisi?
Benché la
parola «costituzione» abbia origini antiche, i significati in
cui essa e i suoi derivati sono impiegati oggi sono
soprattutto due: quello più generale in cui per Costituzione
si intende l’insieme di principi organizzativi di uno Stato (o
eventualmente anche di qualunque altro tipo di organizzazione
sociale), quali che essi siano, e quello più specifico in cui
si parla di Costituzione per indicare un assetto
dell’organizzazione sociale che sia rispettoso di quel
complesso di principi che corrispondono alla nozione di
democrazia.
Aggiornamenti Sociali, 02 (2006)
Luca
R. Perfetti, La riforma elettorale
Proprio sul
finire della legislatura, il 13 ottobre 2005, la Camera ha
approvato la Proposta di legge C. 2620, Modifiche alle
norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato
della Repubblica, in discussione al Senato nel momento in
cui scriviamo. La modifica del sistema elettorale
all’approssimarsi delle elezioni politiche è già un fatto
molto discutibile; la circostanza che il sistema elettorale
venga trasformato in senso proporzionale, cioè opposto al
sistema maggioritario indicato dagli elettori con i referendum
della metà degli anni Novanta, acuisce lo sconcerto; il fatto,
poi, che le modifiche siano — per opinione comune —
conseguenti a valutazioni di convenienza della attuale
maggioranza parlamentare, completa la problematicità del
quadro. Entrando nel merito delle norme, il giurista non può
non rilevare che si tratta di una disciplina disordinata e
contraddittoria, spesso incurante delle disposizioni
costituzionali (con le quali talora apertamente contrasta).
Aggiornamenti Sociali, 01 (2006)